Quest’anno per l’80° della Repubblica, che ricorderemo il 9 giugno, prevediamo due incontri densi di significato:
- 9 giugno, Teatro Ideale, Servigliano – ore 10: Xª edizione della Borsa di Studio Lina Cinque Verducci. Come ogni anno premieremo le classi dell’ISC di Falerone che presenteranno i loro progetti relativi alla storia del Campo di Servigliano.
- 9 giugno, Sala Castellani, Corso S. Giorgio, Porto San Giorgio – ore 18: presentazione del libro di Paolo Giunta La Spada “Internati e concentrati”. Lo storico e ricercatore Paolo Giunta La Spada consegna ai lettori “Internati e concentrati”, un’opera di straordinario valore civile e storico, capace di riportare alla luce vicende troppo a lungo rimaste ai margini della memoria pubblica. Il volume rappresenta infatti un viaggio rigoroso e appassionato dentro le storie di uomini e donne perseguitati dal regime fascista, persone comuni la cui esistenza fu segnata dalla repressione politica, dal controllo sociale e dalla negazione delle libertà fondamentali. La ricerca prende avvio dalla documentazione sconosciuta custodita nell’archivio di Servigliano. Da quel nucleo documentario, l’autore amplia progressivamente l’indagine consultando gli archivi delle Questure, a partire da quella di Ascoli Piceno, ricostruendo attraverso carte ufficiali, fascicoli e registri la trama quotidiana dell’Italia fascista. Emergono così le vite dei cosiddetti vigilati politici, degli “internati” e dei “concentrati”: termini con cui le autorità del regime definivano gli oppositori, i confinati, gli internati e tutti coloro considerati pericolosi per l’ordine fascista. Dietro quelle definizioni amministrative si scoprono però storie umane fatte di sofferenza, isolamento, sorveglianza continua e perdita dei diritti. Il libro restituisce dignità e volto soprattutto a operai e contadini marchigiani, ma anche a insegnanti, medici e intellettuali che subirono persecuzioni e limitazioni della libertà personale. La forza del volume risiede proprio nella sua capacità di intrecciare il rigore della ricerca archivistica con una narrazione capace di parlare al presente. Attraverso documenti spesso inediti, Paolo Giunta La Spada illumina aspetti poco esplorati dalla storiografia nazionale, mostrando come il “sistema concentrazionario fascista” non fosse soltanto un fenomeno politico distante, ma una realtà radicata nella quotidianità amministrativa e sociale delle comunità locali. In questo senso, il libro assume un significato che va oltre la ricostruzione storica. Conoscere queste vicende significa comprendere quanto facilmente la negazione delle libertà individuali possa insinuarsi nella vita ordinaria di una società. La memoria storica diventa allora uno strumento civile indispensabile per difendere i valori democratici, il pluralismo e i diritti fondamentali su cui si fonda la convivenza democratica. Il libro “Internati e Concentrati” si presenta dunque come un’opera fondamentale per chiunque voglia comprendere il passato delle Marche e dell’Italia, le storie della gente comune, le radici profonde della nostra memoria collettiva.
