1915 - 1918

Prima guerra Mondiale

Campo di prigionia per soldati austro-ungarici

Nel 1915, con l’imminente entrata in guerra dell’Italia, a Servigliano inizia la costruzione un grande campo di detenzione. La struttura viene collocata alla periferia del paese, proprio di fronte alla locale stazione del treno che da Porto S. Giorgio portava ad Amandola. Vengono edificate 32 baracche in legno e muratura di 300mq ognuna, ciascuna delle quali può contenere fino a 125 persone per una capienza totale di 4000 prigionieri. Il campo viene diviso in due settori indipendenti e circondato da un muro di cinta alto 3 metri.

Subito dopo l’inizio delle operazioni militari arrivano a Servigliano i primi prigionieri di nazionalità prevalentemente austro-ungarica. Per sopperire alla mancanza di manodopera locale, molti di essi vengono impiegati come lavoratori dei campi, muratori, sarti o calzolai, in base alle necessità del momento. 

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, con il suo doloroso strascico di sangue, di devastazione e di miseria, il campo viene sgomberato ed i prigionieri austro-ungarici, ormai divenuti sudditi del Regno d’Italia, sono rinviati alle loro terre d’origine.

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