La Casa della Memoria di Servigliano

associazione culturale per il recupero della memoria del Campo di Prigionia di Servigliano

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Giorno della Memoria 2019

Il giorno della Memoria 2019 vedrà 3 Comuni impegnati ad ospitare eventi organizzati in collaborazione con La Casa della Memoria di Servigliano.

VENERDI 25 GENNAIO ore 21.30 TEATRO DEL LEONE DI SANTA VITTORIA IN MATENANO:
—-> VOCI DELLA MEMORIA <—-
Concerto a cura del Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo. Ingresso gratuito.

SABATO 26 GENNAIO ore 9.30 CASA DELLA MEMORIA DI SERVIGLIANO:
—-> IL RAZZISMO <—-
Conferenza-incontro a cura del direttore scientifico Paolo Giunta La Spada. Evento dedicato alle scuole ma aperto anche al pubblico.

DOMENICA 27 GENNAIO ore 10.00 CASA DELLA MEMORIA DI SERVIGLIANO:
—-> PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IRENA SENDLER, LA TERZA MADRE DEL GHETTO DI VARSAVIA”
Con l’autore Roberto Giordano.
Dalle ore 14.30 alle 16.30:
—-> OPEN DAY <—-
Museo e Campo aperti. Visite guidate a cura dei nostri consociati.
ORE 17.00 TEATRO DON BOSCO DI BELMONTE PICENO:
—-> “IRENA SENDLER, LA TERZA MADRE DEL GHETTO DI VARSAVIA” <—-
Spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Roberto Giordano. Evento a cura di Progetto Musical.

“Se vuoi la Pace prepara la Pace”

La Casa della Memoria presenterà, il 25 maggio alle 21.00, l’Incontro con Vito Alfieri Fontana, a Servigliano.
L’ingegner Vito Alfieri Fontana eredita dal padre una ricca fabbrica di bombe specializzata in mine anti-uomo, la Tecnovar di Bari.
Negli anni settanta la Tecnovar fa affari, cresce, esporta in tutto il mondo. La mina anti-uomo TS50 è il prodotto di punta, basta una leggerissima pressione per farla esplodere.  Alla fine degli anni ottanta Vito Alfieri Fontana è assalito da una crisi di coscienza e decide di cambiare mestiere, chiude la fabbrica concordando la dismissione con i sindacati, parte per i Balcani. Diventa uno sminatore. Ma non uno sminatore qualsiasi perché lui le mine anti-uomo le conosce a memoria, le ha studiate tutte per anni e anni.
Il suo racconto non è solo l’avventura incredibile di un uomo, della sua famiglia e della sua fabbrica, ma anche la storia delle guerre viste attraverso i campi minati, cioè attraverso le logiche di chi vuole uccidere, annientare, impedire, insomma tutta la follia della guerra in un solo racconto: da Trebevic a Mostar, a Sarajevo fino ai prossimi appuntamenti in Libia e in Siria…
Il nostro splendido maggio non finisce qui: il 29 alle ore 21, a Monte San Pietrangeli presso la Sala Teatro Comunale, ci sarà  l’incontro con Giuseppe Moscati del Centro Studi Aldo Capitini, su Aldo Capitini,
Cinquant’anni fa, il 19 ottobre 1968,Aldo Capitini moriva a Perugia a 69 anni. Poeta, scrittore, filosofo, pedagogista, instancabile sperimentatore e teorico di una “nuova socialità” ispirata ai valori del «liberalsocialismo», sostenitore della “nonviolenza”, fautore della “compresenza” delle tante dimensioni della realtà nell’esistenza di ogni persona, assertore del “potere di tutti” e della “democrazia diretta”, Capitini ci ha lasciato un patrimonio di significativa attualità.
Oggi, in un’epoca minacciata da un’acuta e drammatica perdita di memoria storica, Aldo Capitini può costituire un esempio di profonda libertà intellettuale e sterminata cultura, di grande coraggio, di infinito amore e impegno per la democrazia e per la pace.
Interverranno:
Mario Busti, Presidente Università per la Pace delle Marche,
Paolo Giunta La Spada, Direttore scientifico Casa della Memoria di Servigliano
Giuseppe Moscati, Presidente Fondazione Centro Studi “Aldo Capitini” di Perugia.
L’iniziativa è parte della Manifestazione regionale “Se vuoi la pace prepara la pace” promossa dall’Università per la pace delle Marche con cui la Casa della Memoria collabora.