associazione culturale per il recupero della memoria del Campo di Prigionia di Servigliano

Autore: admin (Pagina 3 di 6)

Liberazione 2019 – tutti gli eventi

Ricchissimo calendario di eventi per le celebrazioni della Liberazione 2019.

–> 23 Aprile ore 12.00 – Teatro Comunale di Servigliano: INCONTRO CON LILIANA SEGRE.

La senatrice a vita visiterà il Parco della Pace e la Casa della Memoria alle 11.30; deporremo dei fiori sotto alla lapide dedicata ai 61 ebrei deportati da Servigliano ad Auschwitz nel 1944 e poi la Senatrice incontrerà studenti e cittadinanza nel teatro comunale di Servigliano alle ore 12.

 

–> 25 Aprile, dalle 14.30 alle 19 – Casa della Memoria (ex stazione ferroviaria, via Fermi 16): OPEN DAY.

Campo e Museo aperti con visite guidate a cura dei volontari della nostra associazione.

 

–> 27 Aprile, ore 9.30 – Casa della Memoria (ex stazione ferroviaria, via Fermi 16): STORIA E MEMORIA DELLE DONNE MARCHIGIANE NELLA RESISTENZA.

Incontro con Annalisa Cegna, Direttrice scientifica dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Macerata.

Giorno della Memoria 2019

Il giorno della Memoria 2019 vedrà 3 Comuni impegnati ad ospitare eventi organizzati in collaborazione con La Casa della Memoria di Servigliano.

VENERDI 25 GENNAIO ore 21.30 TEATRO DEL LEONE DI SANTA VITTORIA IN MATENANO:
—-> VOCI DELLA MEMORIA <—-
Concerto a cura del Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo. Ingresso gratuito.

SABATO 26 GENNAIO ore 9.30 CASA DELLA MEMORIA DI SERVIGLIANO:
—-> IL RAZZISMO <—-
Conferenza-incontro a cura del direttore scientifico Paolo Giunta La Spada. Evento dedicato alle scuole ma aperto anche al pubblico.

DOMENICA 27 GENNAIO ore 10.00 CASA DELLA MEMORIA DI SERVIGLIANO:
—-> PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IRENA SENDLER, LA TERZA MADRE DEL GHETTO DI VARSAVIA”
Con l’autore Roberto Giordano.
Dalle ore 14.30 alle 16.30:
—-> OPEN DAY <—-
Museo e Campo aperti. Visite guidate a cura dei nostri consociati.
ORE 17.00 TEATRO DON BOSCO DI BELMONTE PICENO:
—-> “IRENA SENDLER, LA TERZA MADRE DEL GHETTO DI VARSAVIA” <—-
Spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Roberto Giordano. Evento a cura di Progetto Musical.

Gli eventi di Casa della Memoria fino a Giugno 2019

Oggi è un grande giorno: presentiamo a tutti il calendario degli eventi per la stagione 2018-19 di Casa della Memoria di Servigliano.

È la prima volta che la nostra associazione avvia una programmazione ben definita e lo fa per un preciso scopo: divenire un punto di riferimento territoriale per la cultura e la divulgazione storica.

Mai come in questo momento c’è bisogno di dialogo e conoscenza, per non saltare a conclusioni affrettate sul mondo che ci circonda, e conoscere la storia può servire per non commettere nuovamente errori che già ci hanno portato a conseguenze disastrose.

Quello che vedete qui è il manifesto degli incontri da noi realizzati, e per la prima volta dopo molti anni Casa della Memoria “uscirà” dall’ex stazione per compartecipare allo spettacolo su Irena Sendler (di R. Giordano) al teatro di Belmonte Piceno, e al teatro di S. Vittoria in Matenano  con un concerto del conservatorio di Fermo per celebrare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. La storia del Campo di Servigliano deve essere condivisa e allargata il più possibile.

Avremo modo di sviluppare i contenuti di ogni singolo evento sulla carta stampata, sui nostri social e sul nostro sito.

Per ora possiamo dirvi che vi aspettiamo SABATO 17 NOVEMBRE alle ore 18.30 presso l’ex stazione di Servigliano (via Fermi, 16) per la presentazione del libro “L’INUTILE STRAGE – CONTROSTORIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE” in compagnia dell’autore GIORGIO GIANNINI.

Goodbye, Mr. Killby!

“Ho appena saputo della scomparsa di James Keith Killby. Aveva 102 anni. Io l’ho conosciuto nel 1996, durante lo svolgimento di un progetto didattico programmato nella scuola media di Comunanza. Già da un paio d’anni stavo cercando di reperire informazioni sul campo di concentramento di Servigliano e, quando seppi dell’arrivo a Monte San Martino del fondatore del Monte San Martino Trust, con la mediazione di Antonio Millozzi, riuscii ad avere la sua disponibilità a venire e raccontare a scuola, a dei ragazzi di terza media, la sua straordinaria avventura. Ricordo ancora quell’incontro, il suo arrivo in classe, l’incedere incerto e il saluto caloroso. Conosceva bene l’italiano ma piegava la lingua a inflessioni e accenti nuovi che stimolavano l’ascolto e l’interesse verso quei fatti che raccontava. Parlò della guerra e della sua scelta di combattere il nazifascismo senz’armi, in coerenza con le sue convinzioni nonviolente. E poi, la prigionia nel campo di Servigliano e la fuga nel settembre del ’43. Una fuga che voleva dire scoperta del territorio fisico e umano della Valle del Tenna. Più volte disse che senza l’aiuto dei contadini nessuno dei duemila prigionieri si sarebbe salvato. E lui doveva la sua vita ad alcune famiglie di contadini di Monte San Martino, che l’accolsero: lo vestirono, lo nutrirono e lo curarono. Furono mesi difficili, coi tedeschi che rastrellavano le campagne dando luogo a violenze e minacciando vendette terribili contro chi aiutava i prigionieri alleati in fuga. La sua fu una vicenda fra mille altre simili. La fuga dei prigionieri alleati nell’Italia del centro-nord, dopo l’8 settembre del ’43, è considerata dagli storici la più grande fuga di massa della storia moderna. Pare fossero 50mila, tutti aiutati da gente comune che spesso pagò con la vita il proprio coraggio. A me colpì anche la sua capacità di far emergere la dimensione umana contenuta nel fatto storico. Negli anni Sessanta, si impegna nella costituzione del Monte San Martino Trust, associazione anglo-italiana, che aveva lo scopo di offrire borse di studio a giovani della Valle del Tenna, come gesto di gratitudine agli sconosciuti contadini che salvarono la vita a quella moltitudine di uomini. E’ straordinario come egli sia stato capace di coagulare il valore della gratitudine in questa importante associazione, il Trust, che veniva finanziato dagli ex prigionieri salvati. Ho avuto modo di incontrarlo altre volte, e per questa sua sensibilità mi è sempre parso tenace e sereno. In realtà era un giovane di appena 102 anni, che avrebbe avuto da dire ancora molto.”

Filippo Ieranò – Fondatore e Presidente Onorario di La Casa della Memoria


SERVIGLIANO – Si è spento nella sua Londra, all’età di 102 anni, James Keith Killby, uno degli ultimi sopravvissuti del campo di prigionia di Servigliano. Conosciuto in tutto il mondo, anche per le sue concrete azioni di relazioni culturali, in occasione dei suoi 100 anni aveva ricevuto telegrammi da parte del Presidente Sergio Mattarella e dalla Regina Elisabetta. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Killby venne catturato in Libia e imprigionato proprio nel campo di Servigliano. Ufficiale alleato, nel settembre 1943 con altri duemila soldati fuggì dal campo di Servigliano risalendo il Tenna e, grazie all’aiuto di una famiglia di Monte San Martino, trovò un nascondiglio sicuro e riuscì a salvarsi. Rientrato a Londra, dopo venti anni di studi e ricerche fondò il Monte San Martino Trust, alimentato finanziariamente dalle famiglie degli ex soldati. Si tratta di una Fondazione che dal 1989 assegna borse di studio in Inghilterra a studenti del Fermano e del Maceratese di età compresa tra 18 e 25 anni. Un modo concreto per dire “Grazie” alle famiglie che salvarono, dopo l’armistizio, oltre duemila soldati alleati in fuga. In 30 anni sono state assegnate oltre 800 borse di studio: un’azione senza precedenti, sostenuta da privati, a livello mondiale. Tornò a visitare il campo di Servigliano negli anni Sessanta e in quel periodo avviò le ricerche delle persone che salvarono la vita ai militari alleati. Nel 2003, una delle sue ultime passeggiate tra Monte San Martino e Servigliano e proprio qui Killby indicò la porzione delle mura di cinta da dove i soldati alleati fuggirono nel settembre 1943. “Ero un giovane ufficiale – raccontava Killby –. Dopo l’armistizio, aprimmo una breccia nel muro del campo di Servigliano e ci dirigemmo verso il fiume. La salvezza? La trovammo nelle case dei contadini: ci sfamarono e ci nascosero, a rischio della vita. Che Dio li abbia in gloria. Eravamo disperati, dannati, col timore di essere ripresi dai tedeschi e uccisi. Nessuno potrà mai ripagare quelle famiglie di così tanta generosità”. Era uno degli ultimi testimoni di quelle pagine di storia. James Keith Killby nel corso della sua straordinaria vita aveva ricevuto le massime onorificenze al merito della Repubblica italiana e dell’Ordine dell’Impero Britannico. Nel 1988 divenne cittadino onorario di Monte San Martino, mentre il Comune di Servigliano nel 2001 gli conferì il Leone d’Argento. Numerose le attività organizzate in collaborazione con la Casa della Memoria di Servigliano. Il Monte San Martino Trust, rappresentato da sempre in Italia da Antonio Millozzi, continua la sua attività, alimentato dalla seconda e terza generazione di quei soldati che, radunati da Killby, testimoniano concretamente il ringraziamento alle famiglie del Fermano e del Maceratese.

Fabio Paci

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